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PlayStation Store: settlement antitrust da 7,85 milioni e crediti sul wallet PSN
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PlayStation Store: settlement antitrust da 7,85 milioni e crediti sul wallet PSN

Negli USA un giudice ha dato il via libera preliminare al settlement da 7,85 milioni di dollari nella class action Caccuri contro Sony sullo store digitale PlayStation. Fairness hearing il 15 ottobre 2026.

MarcostoxMarcostox04 agosto 2026 3 minuti di lettura

Negli Stati Uniti un giudice federale ha concesso l'approvazione preliminare a un accordo da 7,85 milioni di dollari nella class action Caccuri e altri contro Sony Interactive Entertainment sullo PlayStation Store. I ricorrenti accusano Sony di condotte anticoncorrenziali sul mercato dei giochi digitali PlayStation; Sony nega ogni illecito. Se l'accordo passerà l'udienza di fairness del 15 ottobre 2026, i membri della classe con account PSN attivi riceveranno crediti sul wallet, senza modulo di claim.

Chi rientra nella classe e cosa riceve

Secondo il sito ufficiale del settlement e la notice del tribunale del Northern District of California, la classe riguarda chi, tra il 1 aprile 2019 e il 31 dicembre 2023, ha acquistato sullo PlayStation Store uno o più titoli digitali per cui esistevano in precedenza i Game-Specific Voucher (codici retail) e che soddisfano i criteri di prezzo e volume previsti nel piano. Tra i titoli citati nelle ricostruzioni compaiono, a titolo di esempio, titoli come Destiny, NieR: Automata, Resident Evil 4 Remake, The Last of Us e Until Dawn.

Chi ha un account PSN attivo ed è nella classe non deve compilare un claim form: Sony distribuirà il credito direttamente sul wallet. Chi ha l'account disattivato può contattare l'amministratore (telefono, email o posta indicati su psndigitalgamessettlement.com) entro il 27 agosto 2026 con i dati di acquisto e un indirizzo corrente. La scadenza per escludersi o obiettare era il 2 luglio 2026.

Cosa decide ancora il tribunale a ottobre

L'approvazione attuale è preliminare. Il 15 ottobre 2026, alle 14:00, il giudice Araceli Martínez-Olguín terrà la fairness hearing a San Francisco per decidere se l'accordo, il piano di riparto e le richieste di legali (fino al 25% dell'importo, più spese e service award) sono equi. Solo dopo l'ok definitivo e la finalità dell'ordine partono davvero i crediti.

Sony continuerà a negare le accuse antitrust: il settlement non è una sentenza di colpevolezza. Per chi gioca fuori dagli USA, incluso l'Italia, non c'è un rimborso automatico collegato a questo caso: il perimetro è quello della class action americana. Resta però un segnale sul potere dello store chiuso e sui prezzi digitali.

Non confonderlo con la causa sul «Buy Now»

È un binario diverso dalla causa californiana sul «Buy Now», che punta alle etichette di checkout e alla legge AB 2426 sulle licenze digitali. Qui il tema è antitrust e voucher di terze parti; lì è trasparenza sul fatto che stai comprando una licenza.

Sul tavolo Sony restano anche la fine dei dischi per i nuovi giochi dal gennaio 2028 e la mobilitazione PSBlackout di fine agosto. Tre fronti distinti, stesso dubbio per chi paga sullo store: cosa resta in libreria quando cambiano regole, prezzi o supporti.

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