Stop Killing Games e DoesItPlay? hanno messo il peso pubblico dietro la class action olandese Fair PlayStation di Stichting Massaschade & Consument (SM&C). La fondazione accusa Sony di monopolio sulle vendite digitali via PlayStation Store e chiede fino a circa 435 milioni di euro per circa 1,7 milioni di possessori PS4/PS5 nei Paesi Bassi. Il video di campagna ripostato dai due gruppi si intitola «It's time to sue Sony, join us». Non c'è ancora una sentenza sul merito: restiamo in fase procedurale.
Cosa chiede la causa
SM&C sostiene che l'unico store digitale ufficiale lascia a Sony il controllo dei prezzi e una commissione standard del 30%, senza alternative di chiave o store terzi. Uno studio economico citato dalla fondazione parla di giochi digitali in media fino al 47% più cari rispetto al fisico, con un «overpay» stimato dal 29 novembre 2013 (lancio europeo PS4).
Oltre ai risarcimenti, la richiesta punta ad aprire alternative di vendita digitale e a ridurre quella che i promoter chiamano «Sony tax».
A che punto è il tribunale
L'udienza del 29 giugno 2026 ha riguardato giurisdizione, legge applicabile e legittimazione della fondazione a rappresentare la classe (WAMCA), non la condotta di Sony. Entrambe le parti hanno scadenze legate a decisioni della Corte Suprema olandese (indicate intorno al 21 ottobre in alcuni report) prima di un'eventuale ordinanza interlocutoria.
Sony non risulta condannata in questa causa: va tenuto distinto il piano delle accuse da quello delle sentenze.
Perché arriva ora (e cosa cambia per l'Italia)
Lo stop ai dischi nuovi dal gennaio 2028 rafforza l'argomento dei ricorrenti: senza retail fisico e usato, resta solo lo store Sony. SKG e DoesItPlay? dicono di voler dimostrare al giudice che SM&C rappresenta davvero i giocatori, non solo un claim locale.
Per chi gioca in Italia non cambia il client PS5 da un giorno all'altro: resta un segnale europeo su prezzi e ownership. Avevamo già separato leak e memecoin Cyberleek da questa campagna in l'aggiornamento su Stop Killing Games e GTA 6: qui il filo è legale e dichiaratamente non violento.

