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SIE pubblica la policy anti-molestie dei clienti: stop a minacce e «dogeza»

Dal 1 settembre 2026 SIE ha una policy Giappone su customer harassment: può limitare o sospendere l’assistenza e coinvolgere polizia/avvocati. Arriva dopo mesi di tensioni su dischi e licenze digitali.

MarcostoxMarcostox06 settembre 2026 2 minuti di lettura

Il 1 settembre 2026 Sony Interactive Entertainment ha pubblicato in Giappone la «基本方針» contro il customer harassment: le molestie e le richieste oltre i limiti della convivenza sociale verso lo staff. La pagina ufficiale PlayStation Support elenca comportamenti vietati, dalla minaccia alla richiesta di dogeza (prosternarsi), e avverte che SIE può limitare o interrompere l’assistenza al cliente e, se serve, coinvolgere polizia e avvocati.

Cosa dice la policy ufficiale

SIE scrive di voler rispondere con sincerità alle opinioni dei clienti, ma che la dignità e la sicurezza dei dipendenti non possono essere messe a rischio. Tra gli esempi: richieste ripetute o lunghissime; richieste di risarcimento o scuse eccessive o irragionevoli; insulti, minacce e diffamazione; richieste non legate a prodotti o servizi; atteggiamenti intimidatori e dogeza forzata; condotte discriminatorie o sessuali; attacchi a singoli dipendenti; visite non autorizzate a uffici e sedi.

Se rileva condotte di questo tipo, SIE può ridurre o sospendere il supporto. Nei casi più gravi valuta misure legali o penali insieme a forze dell’ordine e legali.

Perché arriva adesso

Il testo non cita i dischi PlayStation né i boicottaggi. Il contesto industriale, però, è quello degli ultimi mesi: decisione di smettere la produzione di dischi gioco dal 2028, proteste come #PSBlackout e mail PSN sulla natura di licenza, non proprietà. In Giappone, dal 1 ottobre 2026, entra inoltre in vigore un aggiornamento normativo che rafforza gli obblighi dei datori di lavoro sulle molestie provenienti dai clienti.

Altre società di gioco (da Square Enix a Capcom) avevano già pubblicato linee simili: SIE si allinea a un fronte più ampio, non inventa la categoria «kasuhara».

Cosa cambia per chi scrive al supporto PlayStation

La policy non vieta di criticare prezzi, store o decisioni di prodotto. Disegna un confine: la critica resta; la violenza verbale, le minacce personali e le richieste umilianti no. Per i giocatori italiani il documento è rivolto al mercato Giappone, ma il messaggio reputazionale è globale: dopo mesi di fuoco sui dischi, Sony alza un muro di protezione verso chi risponde ai ticket.

Il filo dei dischi e delle licenze resta aperto, come avevamo seguito dopo Gamescom; questa policy è un capitolo distinto: non cambia la roadmap hardware, cambia come l’azienda gestisce il conflitto con i clienti più aggressivi.

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