La campagna #PSBlackout promossa da creator e attivisti della preservazione, tra cui Does It Play, termina oggi, 31 agosto 2026, dopo una settimana in cui chiedevano agli utenti di non accedere a PSN, non giocare online e non acquistare sul PlayStation Store. Lo scopo era protestare contro la decisione Sony di cessare la produzione di giochi fisici PlayStation entro gennaio 2028, lasciando solo download per le uscite dopo quella data. A fine agosto Sony non ha annunciato revisioni del piano; il dibattito però resta acceso, soprattutto dopo l'email agli account PSN che ribadiva «licensed, not sold» e il lancio oggi del test Xbox disc-to-digital per Insider.
Cosa chiedeva la protesta e cosa è successo
L'appello originale (23–30 agosto, esteso simbolicamente al 31) invitava a spegnere console o disconnettersi da PSN per mostrare a Sony il peso della community fisica e digitale insieme. Non era uno strike sindacale con numeri ufficiali: l'impatto reale resta difficile da misurare senza dati Sony su login e vendite store.
Quello che si vede online è conversazione costante su ownership, revoca licenze e mercato dell'usato, fili già aperti quando avevamo raccontato l'inizio del PSBlackout del 23 agosto e l'email EULA inviata agli utenti PSN.
Contrasto con Xbox disc-to-digital
Proprio oggi Microsoft apre agli Xbox Insider il programma che converte dischi One/Series supportati in entitlement digitale revocabile legato al supporto fisico — ponte opposto alla chiusura dischi Sony. Non rende i giochi «tuoi per sempre» in modo assoluto, ma offisce Play Anywhere e cloud dove previsto.
Il confronto PS vs Xbox su preservazione è diventato il meme della settimana: Sony taglia la produzione fisica futura, Microsoft prova a digitizzare la libreria esistente. Nessuna delle due soluzioni soddisfa completamente chi vuole DRM-free o usato libero.
Cosa resta da monitorare
Dopo il PSBlackout restano tre binari: reazioni legislative UE sulle licenze digitali, iniziative come Stop Killing Games già citate sul sito, e annunci hardware PS6 senza lettore ottico. Sony potrebbe chiarire policy su uscita dischi solo con comunicati ufficiali: finora niente rollback del 2028.
Per chi gioca in Italia, la takeaway pratica è diversa dall'hashtag: verifica dove hai i giochi (disco, account, abbonamento Microsoft), claima offerte Plus in scadenza oggi, e segui eventuali FAQ Sony su backward compatibility. La protesta finisce; la policy no.

