Papaya Gaming, la società israeliana dietro tornei real-money come Solitaire Cash, ha presentato un'istanza di Chapter 15 in Delaware dopo la sentenza che la condanna a pagare circa 719 milioni di dollari a Skillz (ora Firy) per pubblicità ingannevole. Il Chapter 15 non è un fallimento classico USA: serve a riconoscere un procedimento estero e a proteggere gli asset americani mentre l'azienda prepara l'appello. Papaya dice che i giochi restano online e che continua a onorare dipendenti, giocatori e fornitori.
Dal verdetto sui bot al deposito in Delaware
Come avevamo raccontato quando la corte aveva imposto a Papaya di restituire 719 milioni a Skillz, la giuria aveva trovato che tra il 2021 e il 2024 i tornei presentati come scontri di abilità tra umani includevano bot non dichiarati. Il giudizio finale di fine luglio ha scelto la via del disgorgement sui profitti.
Il 2 agosto 2026 risultano depositate le petition Chapter 15 per Papaya Gaming Ltd. e Papaya Gaming Inc. presso il tribunale fallimentare del Delaware. In Israele un giudice aveva già concesso una sospensione temporanea, riconoscendo che se il debito Skillz diventasse immediatamente esigibile la società non potrebbe sostenerlo.
Cosa protegge davvero il Chapter 15
Se il tribunale USA riconosce il procedimento straniero, Skillz/Firy può trovarsi bloccata nel riscuotere subito la sentenza mentre Papaya porta avanti l'appello al Second Circuit. Non è un'assoluzione: è uno scudo procedurale.
Papaya sostiene di non usare più bot nei giochi real-money e di voler impugnare la decisione. Allo stesso tempo, nei documenti israeliani la società avrebbe riconosciuto che, se la sentenza restasse in piedi e diventasse esecutiva, non avrebbe le risorse per pagarla.
Cosa resta aperto per i giocatori
Solitaire Cash e gli altri tornei, secondo l'azienda, continuano. Il rischio reale non è lo spegnimento immediato, ma lo scenario in cui un appello fallisce e i conti non tornano. Per Skillz/Firy il Chapter 15 è un ostacolo alla riscossione; per Papaya è tempo comprato.
Il caso resta uno dei più rilevanti sul mobile competitive paid: non parla solo di due publisher, ma di fiducia nei matchmaking «contro umani» quando in mezzo ci sono soldi veri.

