Un tribunale federale di New York ha ordinato a Papaya Gaming di versare 719 milioni di dollari a Skillz Platform Inc., controllata di FIRY (ex Skillz), per pubblicità ingannevole. La sentenza del 28 luglio 2026 conferma il disgorgement dei profitti ingiusti al posto dei 420 milioni di danni assegnati dalla giuria in aprile, e nega le richieste post-trial di Papaya. Al centro del caso: bot usati nei tornei cash mentre i giochi erano pubblicizzati come competizioni eque e basate sull'abilità del giocatore.
Cosa ha stabilito il tribunale
Secondo la ricostruzione di FIRY e le cronache di settore, la U.S. District Court for the Southern District of New York ha scelto i 719 milioni di disgorgement come misura di recupero, al posto dei 420 milioni di danni effettivi: l'azienda può recuperare una sola volta per lo stesso danno. Il tribunale ha anche riconosciuto circa 10 milioni di spese legali per il 2024 e il 2025, più certi costi di discovery legati all'uso del Quinto Emendamento da parte di dirigenti Papaya. Un'opinione separata sull'eventuale injunction è ancora in arrivo.
La giuria, in aprile, aveva già trovato Papaya responsabile di false advertising e pratiche sleali sotto il Lanham Act e la legge di New York. Il verdetto di aprile era stato descritto come il più alto mai registrato negli USA per pubblicità falsa sotto il Lanham Act.
Bot, premi e messaggi «fair»
La causa, aperta nel 2024, accusava Papaya di usare bot per simulare avversari umani e controllare l'esito dei tornei a denaro reale, mentre le campagne dicevano che i giochi erano equi e basati sull'abilità e che Papaya non aveva interesse su chi vinceva. Nelle comunicazioni successive al verdetto, FIRY ha riportato che tra il 2021 e il 2024 circa il 70% dei 6,7 miliardi di dollari di prize money pubblicizzati — circa 4,7 miliardi — non sarebbe mai stato pagato a clienti reali perché i bot «vincevano» al loro posto.
Secondo le stesse ricostruzioni, i partecipanti bot (oltre 13 milioni) avrebbero superato i giocatori umani (circa 11 milioni). È il nodo che trasforma una lite tra competitor mobile in un caso su fiducia, cash gaming e marketing.
Cosa cambia (e cosa no) per chi gioca
Papaya ha detto di essere delusa e di valutare tutte le opzioni, compreso l'appello. FIRY intende perseguire la riscossione piena del judgment, ma avverte che tempi e importi effettivi dipenderanno da eventuali ricorsi. Non è un rimborso automatico ai giocatori italiani: è una sentenza tra società sul mercato USA del real-money skill gaming.
Per il lettore il segnale resta chiaro: quando un titolo cash promette «fair play» e skill puro, la trasparenza su matchmaking e opponenti non è un dettaglio di marketing. Il caso Papaya–Skillz è uno dei più costosi stress test mai visti su quel messaggio.

