Double Fine Productions ha licenziato 23 dipendenti, circa il 25% del team, a pochi giorni dal ritorno completo all'indipendenza dopo la separazione da Xbox. Il fondatore Tim Schafer ha confermato la decisione sui social, descrivendola come un passo doloroso ma necessario per garantire la sopravvivenza dello studio e adattare la struttura a una company autonoma senza il sostegno corporate di Microsoft.
Cosa ha detto Tim Schafer
Nella dichiarazione diffusa il 28 luglio 2026, Schafer sottolinea che «solo la sopravvivenza dello studio» avrebbe mai giustificato un taglio così profondo. Il messaggio collega esplicitamente i licenziamenti alla transizione post-Xbox: diventare indipendente significa anche tornare a una dimensione sostenibile senza il budget first-party che aveva accompagnato lo sviluppo di Psychonauts 2.
Schafer aggiunge che le persone coinvolte hanno contribuito ai giochi e alla cultura dello studio e che Double Fine sta cercando di supportarle nella fase successiva.
Il contesto della separazione da Xbox
Double Fine era entrata nell'orbita Microsoft nel 2019, in fase di sviluppo di Psychonauts 2. Nel riassetto Xbox del 2026, lo studio è tornato indipendente mantenendo IP, catalogo e runway per i progetti futuri, come confermato da un portavoce Xbox a Kotaku.
La mossa si inserisce in un quadro più ampio: Compulsion Games è tornata indipendente, altri team first-party sono stati ceduti o sono in consultazione, mentre Microsoft ha annunciato 1.600 licenziamenti a luglio con un altro round da 1.600 previsto entro luglio 2027.
Cosa cambia per i giocatori
Al momento non risultano cancellazioni di progetti pubblici legate direttamente a questo round. Double Fine ha rilasciato Kiln nell'aprile 2026 e Keeper nell'ottobre 2025: la priorità comunicata è proteggere il futuro operativo dello studio, non interrompere il catalogo esistente.
Per chi segue l'industria, il caso Double Fine racconta quanto sia fragile il passaggio da first-party a indie autonomo anche quando l'IP resta nello studio: la sostenibilità finanziaria non segue automaticamente la libertà editoriale.

