CD Projekt ha confermato un nuovo giro di tagli su Project Sirius, lo spin-off multiplayer di The Witcher. Lasciano l'azienda quattro persone a Boston e cinque a Varsavia. Altri nove sono stati invitati ai processi di selezione interni per altri progetti dello studio. Prima del taglio, al 30 aprile, su Sirius lavoravano 83 persone: ora il team è intorno alle 65. La frase ufficiale è secca: «Abbiamo adeguato la dimensione del team Sirius alle necessità del progetto in questa fase di sviluppo». Non risulta una cancellazione.
Non è la prima sforbiciata su Sirius
Sirius nasce dopo l'acquisizione di The Molasses Flood (Boston) nel 2021 e viene mostrato nel 2022 come Witcher single-player e co-op. Nel 2023 CD Projekt parla di un «nuovo framework», registra una svalutazione da circa 7 milioni di dollari e licenzia 29 persone, in gran parte sul lato statunitense. Da allora del gioco non si è visto gameplay pubblico.
Il team era risalito: 71 persone a febbraio 2026, 83 a fine aprile. Il taglio di agosto riporta indietro l'organico di circa un quinto in tre mesi e mezzo. CD Projekt non ha detto quali ruoli escono né a che punto sia lo sviluppo. Non c'è un trailer, non c'è una finestra di uscita.
Witcher 4 e Cyberpunk 2 restano i numeri grandi
Il contesto interno spiega la gerarchia. Sui conti trimestrali, The Witcher 4 occupa centinaia di persone (513 nel dato di aprile), Cyberpunk 2 163, la nuova IP Project Hadar 24. Sirius resta il tavolo laterale, quello che si riduce quando la fase del progetto cambia.
L'azienda ha anche assunto in primavera uno writer di peso su Sirius, segnale che il pezzo narrativo non era stato abbandonato. I tagli di agosto non contraddicono per forza quel segnale: possono voler dire un perimetro più stretto, non la fine. Restano però quattro anni da announce senza un pezzo giocabile mostrato al pubblico.
Cosa implica per chi aspetta un Witcher diverso
Per i giocatori italiani The Witcher 3 resta il catalogo; Sirius non ha data, piattaforma ufficiale di lancio né un gameplay da commentare. Il fatto nuovo è organizzativo: CD Projekt continua a tenere in vita il multiplayer, ma con un team più magro e con una parte delle persone dirottata altrove.
Il messaggio da leggere non è «il Witcher co-op è morto». È che, in un 2026 ancora pieno di chiusure studio, anche un publisher in utile tratta lo spin-off come una leva da ricalibrare, non come una vetrina da proteggere a ogni costo.

