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Bit Reactor: gran parte del team in furlough prima del lancio di Zero Company
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Bit Reactor: gran parte del team in furlough prima del lancio di Zero Company

Bit Reactor conferma di aver messo in furlough molti dipendenti settimane prima dell’uscita di Star Wars Zero Company (27 agosto 2026). Fonti parlano di circa l’80%; decisione dello studio, non di EA o Disney. Contesto: causa tra i co-founder.

MarcostoxMarcostox10 settembre 2026 2 minuti di lettura

Mentre Star Wars Zero Company raccoglie elogi e vende bene su Steam dopo il lancio del 27 agosto 2026, gran parte di chi l’ha sviluppato è senza stipendio. Bit Reactor ha confermato di aver messo in furlough molti dipendenti nelle settimane precedenti all’uscita: restano dipendenti, ma fuori dal payroll attivo. Fonti interne parlano di circa l’80% del team; resta uno scheletro per gestire bug e report post-lancio.

Cosa ha detto lo studio

Un rappresentante di Bit Reactor ha definito la scelta «difficile» e presa prima di sapere come sarebbe andato il lancio. Ha sottolineato che la decisione è dello studio, non di EA (publisher) né di Disney/Lucasfilm (IP). Lo studio spera di richiamare le persone con paga ripristinata se i risultati commerciali lo consentono.

Un filing del 12 agosto 2026 nella causa civile tra i co-founder riporta già che Bit Reactor aveva messo in furlough «la maggior parte» dei dipendenti e terminato i contractor: non è solo un rumor di Discord.

Il contrasto col successo di Zero Company

Zero Company è uscito su PS5, Xbox Series e PC; è tra i titoli Star Wars meglio recensiti degli ultimi anni e ha scalato le classifiche Steam. Ex dipendenti hanno criticato pubblicamente il tono celebrativo di EA e Disney mentre il team era già in furlough.

Il punto industriale è brutale: un debutto forte non implica automaticamente che lo studio indie dietro al contratto EA abbia liquidità per tenere l’organico fino al day-one e oltre. Qui la cassa è finita prima del verdetto di mercato.

La causa Kelly–Foertsch sullo sfondo

Dal 2024 Alison Kelly (ex COO) e Greg Foertsch litigano in tribunale su proprietà dello studio, contratto e arricchimento: Kelly chiede oltre 20 milioni di dollari di danni e sostiene di essere co-owner al 50%. Foertsch contesta la co-proprietà e la qualità del lavoro. Il processo, previsto a giugno, è slittato verso i primi del 2027.

Per i giocatori Zero Company resta un gioco live e giocabile. Per chi lavora nell’industria è un altro caso in cui il successo di un titolo AAA-licensed non protegge automaticamente i contratti di chi l’ha costruito.

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