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Sucker Punch taglia 26 posti dopo Ghost of Yotei Complete Edition

Lo studio PlayStation autore di Ghost of Yotei riduce l'organico di 26 posizioni dopo il lancio della Complete Edition: nella mail interna i vertici parlano di sfide di mercato e nuovo progetto.

MarcostoxMarcostox27 ottobre 2026 2 minuti di lettura

Sucker Punch Productions, lo studio statunitense di proprietà di Sony Interactive Entertainment autore di Ghost of Tsushima e del recente Ghost of Yotei, ha avviato un taglio del personale che coinvolge 26 dipendenti, cifra poi precisata a 24 unità da fonti interne. La riduzione arriva a poche settimane dal debutto su PlayStation 5 di Ghost of Yotei: Complete Edition e colpisce oltre il dieci per cento di un organico complessivo di circa duecento sviluppatori.

Secondo quanto emerso da una comunicazione interna inviata dai vertici aziendali al team, la decisione è maturata dopo aver valutato le attuali difficoltà del mercato e il fabbisogno di personale per il prossimo progetto dello studio. Nella lettera la dirigenza definisce la giornata molto dura, assicura il massimo supporto ai colleghi coinvolti nella transizione e anticipa che la prossima settimana verranno condivisi ulteriori dettagli sul futuro della software house di Bellevue.

Un taglio che arriva nonostante il successo commerciale su PlayStation 5

Il ridimensionamento sorprende perché giunge al culmine di un ciclo estremamente redditizio per il marchio. Pubblicato nell'autunno del 2025 e premiato ai DICE Awards di febbraio, Ghost of Yotei si è imposto nel corso del 2026 come la produzione interna di maggior successo per Sony su PlayStation 5, superando secondo le stime di mercato i cinque milioni di copie vendute e i quattrocento milioni di dollari di ricavi complessivi.

All'inizio di ottobre lo studio aveva chiuso il supporto principale al titolo con l'edizione completa, accompagnata dall'espansione narrativa Echoes of Sekigahara e dalla modalità Most Wanted. La scelta di snellire i ranghi proprio nel passaggio alla preproduzione del nuovo capitolo conferma le pressioni sui costi che attraversano l'intera rete dei PlayStation Studios, dove nemmeno i risultati commerciali più solidi bastano ormai a evitare riorganizzazioni tra un ciclo produttivo e il successivo.

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