SteamDB, il database indipendente più usato dai PC gamer per prezzi, player count e update Steam, è passato sotto Chosen, la società che controlla Nexus Mods. L’annuncio ufficiale è di inizio settembre 2026: il sito resta SteamDB (nome, brand, community), resta gratis e le funzioni oggi disponibili non finiscono dietro un paywall. Cambia però la proprietà e, nel tempo, il modello di sostenibilità.
Perché xPaw ha ceduto il progetto
Pavel «xPaw» Djundik ha raccontato di aver cercato un partner da inizio anno perché tenere in piedi da solo un servizio usato da milioni di persone era diventato insostenibile: burnout, carico di lavoro e, nelle sue parole, un internet cambiato dopo Covid e con l’ascesa dell’AI. Marlamin, co-fondatore, si era già ritirato anni fa.
Chosen, con CEO Victor Folmann, si presenta come team capace di dare risorse di sviluppo e stabilità senza «piegare» SteamDB dentro il look arancione di Nexus. xPaw resterà mesi in affiancamento per la transizione.
Cosa resterà uguale (e cosa no)
Le promesse pubbliche: niente obbligo di account Nexus per usare SteamDB; login Steam dove già serve; indipendenza editoriale sui fatti scomodi a Valve o ai publisher; niente vendita di dati utente. La monetizzazione non passerà da display ads classici, ma potrà passare da partnership, integrazioni e link affiliati quando si compra un gioco dopo una visita su SteamDB.
Per i modder, Chosen sottolinea il valore dello storico di manifest e versioni vecchie dei giochi: dati utili a capire patch e compatibilità. Per chi usa SteamDB solo per prezzi e concurrent players, il rischio percepito è un altro: che la «sostenibilità» spinga verso più commercializzazione, come è successo in passato su Nexus con decisioni contestate dalla community.
Perché conta per chi gioca su PC
SteamDB non è un negozio: è infrastruttura informale dell’ecosistema Steam. Passare da un one-man project a un gruppo che gestisce anche il più grande hub di mod cambia gli incentivi. Nel breve periodo non dovresti vedere un redesign o un paywall sulle tabelle prezzi.
Nel medio periodo conviene leggere gli aggiornamenti FAQ: se compaiono affiliate più aggressive o integrazioni forzate con Nexus, sarà lì che si misura se le promesse di settembre reggono. Per ora il fatto verificato è uno: la proprietà è cambiata, il servizio pubblico resta online e gratis.

