Midgar Studio, il team francese dietro Edge of Eternity, va verso la chiusura dopo che un tribunale ha ordinato la liquidazione della società. La conferma è arrivata dal fondatore Jérémy Zeler-Maury, che ha spiegato come nelle ultime settimane non sia stato possibile chiudere in tempo una soluzione per salvare azienda e personale. La decisione arriva nel contesto della crisi più ampia che ha colpito Nacon e alcune sue controllate nel 2026.
Perché Midgar non è riuscita a salvarsi
Secondo la comunicazione pubblica del fondatore, il team ha tentato fino all'ultimo di trovare un compratore capace di preservare la struttura e i posti di lavoro, ma nessuna soluzione si è concretizzata entro i tempi della procedura. Questo ha portato il tribunale a imporre la liquidazione formale dello studio.
Non si tratta quindi di una semplice ristrutturazione interna o di un cambio di management: Midgar smette di operare come entità autonoma dopo aver esaurito le alternative percorribili dentro il processo di insolvenza.
Il nodo Nacon e il destino dei progetti
Midgar faceva parte dell'orbita Nacon, gruppo che nel 2026 ha già visto altre tensioni finanziarie e casi di insolvenza tra le controllate. Nelle ricostruzioni di settore, la chiusura di Midgar si inserisce nello stesso scenario che ha travolto anche altre realtà del network.
Il punto che resta aperto riguarda Edge of Memories, progetto collegato allo studio: al momento della chiusura non c'è una tabella ufficiale definitiva sul suo futuro. Per i giocatori, quindi, la notizia più concreta è la fine del team; per il gioco, invece, serviranno chiarimenti successivi.
Perché conta oltre il singolo JRPG
Midgar era uno di quei team europei mid-size che avevano provato a ritagliarsi uno spazio nel JRPG d'autore senza il sostegno di una major giapponese tradizionale. La sua fine racconta quanto sia fragile quel segmento tra indie ambizioso e AA narrativo.
Per chi segue il mercato, la chiusura è un altro segnale del 2026 come anno duro per studi intermedi e publisher in cerca di equilibrio finanziario. Per chi aveva apprezzato Edge of Eternity, resta soprattutto l'amarezza di vedere fermarsi un team con un'identità piuttosto riconoscibile.

