Dopo le critiche ai trailer di LEVEL5 VISION 2026 II 夢 (10 settembre), il CEO di Level-5 Akihiro Hino ha pubblicato il 12 settembre su X uno statement sull’uso di generative AI nello showcase. Non è un white paper astratto: parte dai titoli mostrati — tra cui il remake di Professor Layton and the Curious Village, nuovo footage di Yo-Kai Watch 2 e DecaPolice — e risponde a una crisi di fiducia sull’identità visiva del catalogo.
Hino ammette che, per rendere la presentazione «spettacolare» e facile da capire, lo studio ha incorporato elaborazioni basate sulle ultime AI anche a scopo sperimentale. Si scusa con chi ha trovato l’approccio sgradevole. Il punto politico del pezzo è il confine che disegna subito dopo.
Cosa resta umano, cosa può essere AI
Secondo lo statement, gli elementi legati al fascino e all’identità dei titoli — scenari, character design e impostazioni di base — restano creati interamente da persone. L’AI, spiega Hino, serve soprattutto a digitalizzare lavoro umano già fatto: l’esempio citato è convertire con precisione le illustrazioni originali in poligoni 3D. Sui giochi in uscita, assicura che nei giochi in uscita non entreranno output AI «facili» o frettolosi — asset generati in modo superficiale.
Lo studio collega l’efficienza AI a più tempo per «l’essenza della creazione» e a un obiettivo ambizioso: portare i cicli dei grandi titoli dagli attuali circa cinque anni verso circa due, ancora in fase di trial and error. È la stessa industria che chiede time-to-market più rapidi — ma Vision 2026 ha mostrato quanto sia sottile il confine tra tool di produzione e perdita di fiducia quando lo showcase sembra «AI-first».
Policy nata dal prodotto, non dal comunicato
La polemica è esplosa sul materiale promozionale, non su una patch di gioco. Hino chiude riconoscendo l’uso ampio di AI per uno show «facile da capire» e promette di portare la lezione alle prossime presentazioni. Per lettori e community, il fatto nuovo non è «Level-5 usa AI» in astratto: è che un publisher di IP storiche ha dovuto pubblicare una policy di fiducia dopo che i trailer di Layton, Yo-Kai Watch e DecaPolice hanno fatto discutere più dell’annuncio stesso.

