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Arcade.gov: Tetris prende le distanze da Build the Wall della Casa Bianca
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Arcade.gov: Tetris prende le distanze da Build the Wall della Casa Bianca

La Casa Bianca ha lanciato Arcade.gov con minigiochi politici. The Tetris Company nega autorizzazioni su Build the Wall e parla di copyright; Microsoft, Sony e Nintendo restano in silenzio.

MarcostoxMarcostox06 settembre 2026 3 minuti di lettura

Il 3 settembre 2026 la Casa Bianca ha messo online Arcade.gov, un portale di minigiochi browser legati all'agenda politica dell'amministrazione Trump. Tra i titoli c'è Build the Wall, un puzzle a blocchi cadenti che richiama in modo evidente Tetris: il giocatore impila forme per fermare un «assedio zombie» al confine meridionale. The Tetris Company ha già preso le distanze: non ha autorizzato il brand né la proprietà intellettuale, sta «esaminando la questione» e ricorda di prendere sul serio le violazioni di copyright. Microsoft, Sony, Nintendo e i titolari di Flappy Bird non hanno rilasciato commenti pubblici nelle ore successive al lancio.

Cosa c'è su Arcade.gov e perché fa discutere

Oltre a Build the Wall, il portale propone pezzi come Rio Run (meccanica tipo Snake in cui un agente di confine «raccoglie» chi attraversa) e Flappy Bill (un'aquila calva che deve consegnare una legge a Washington). Materiali promozionali hanno ripreso cue nostalgici da console e brand classici — logo stile SEGA alterato in «MAGA», boot sequence che ricordano Xbox e PlayStation, richiami musicali al Green Hill Zone di Sonic — senza che risultino accordi di licensing.

Il punto politico è chiaro: gamificare immigrazione e deportazioni. Il punto industriale è altrettanto chiaro: meccaniche arcade storiche e brand riconoscibili usati senza il consenso di chi li possiede da decenni.

Cosa ha detto Tetris (e cosa non ha detto nessuno)

La portavoce Kerri Brusca ha spiegato che per oltre quarant'anni Tetris ha «avvicinato generazioni e culture» e che l'obiettivo del gioco resta «impilare con uno scopo» per cancellare linee: l'azienda non ha partecipato alla creazione del titolo della Casa Bianca e non ha concesso licenze. Su X e Instagram il tono è stato esplicito anche sul messaggio: «crediamo nel potere della connessione… non nel dividere».

Le grandi piattaforme e i publisher citati nei richiami grafici non hanno risposto subito alle richieste di commento. Non è solo silenzio da ufficio stampa: fare causa al governo federale su un portale non commerciale espone a rischi politici, costi legali e battaglie su fair use e immunità sovrana, oltre al fatto che il diritto d'autore USA non protegge le sole meccaniche astratte.

Perché interessa chi gioca, non solo chi segue la politica

Il precedente è concreto: il Department of Homeland Security ha già dovuto togliere post dopo richieste DMCA quando usava materiale protetto senza permesso. Arcade.gov riporta lo stesso schema dentro un'esperienza interattiva, non un meme statico.

Per la community gaming la domanda è se i titolari di IP — da Tetris a SEGA, Nintendo, Xbox — apriranno un fronte legale o resteranno a osservare. Per ora c'è una dichiarazione netta da parte di The Tetris Company e un silenzio strategico degli altri. Il portale resta online; la revisione legale di Tetris è in corso.

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