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StarCraft torna come shooter open world: Blizzard punta alla primavera 2030

Articolo aggiornato: Blizzard conferma una build giocabile in sede dello shooter open world StarCraft (finestra 2030). Il titolo resta un prodotto boxed narrativo sviluppato interamente in-house.

MarcostoxMarcostox27 settembre 2026 3 minuti di lettura

Articolo aggiornato il 27 settembre 2026: Blizzard conferma l'esistenza di una build giocabile in-house dello shooter open world StarCraft. Executive director Dan Hay e lead producer AnaLee Haertling, in un'intervista post-BlizzCon, dicono di poter tornare in ufficio a Irvine e giocare davvero al titolo: non è vaporware. Lo sviluppo è passato alla fase di produzione vera e propria, con sistemi di base già operativi e focus su contenuti, world design e scope entro il quadro 2030.

Blizzard Entertainment ha svelato a BlizzCon 2026 un nuovo StarCraft: non un RTS e non un sequel numerato della serie strategica, ma uno shooter open world ambientato nel settore Koprulu, con finestra di uscita indicata per la primavera 2030. L'annuncio è arrivato durante l'Opening Ceremony insieme ad altre novità del catalogo Blizzard.

Il progetto è presentato come un'esperienza originale di sparatutto in mondo aperto, narrativa e «box product»: inizio, svolgimento e fine definiti, non un live service a stagioni. Al momento non sono state comunicate le piattaforme.

Build giocabile e sviluppo in-house

Hay ha chiuso le voci su un progetto ancora fermo in pre-produzione: «I can go back to the office and I can play the game… it's not vaporware». Il team è descritto come ibrido — veterani StarCraft più specialisti del genere shooter — ma il prodotto resta al 100% Blizzard, senza partnership esterne di co-sviluppo. La data 2030 viene trattata come cornice operativa per tenere sotto controllo lo scope («the date is the frame»), non come annuncio vago.

Cosa aveva detto Blizzard al reveal

Nel riepilogo ufficiale della cerimonia d'apertura, Blizzard invita a «tornare nel settore Koprulu» quando arriverà StarCraft, descritto come «an original open-world shooter» con destinazione Spring 2030. Il messaggio di chiusura resta asciutto: «There's only one thing we can say: it's about damn time.»

Alla guida restano Dan Hay (già legato a Far Cry) e AnaLee Haertling. Il gioco si colloca in un universo vivo nel settore Koprulu, circa settanta anni dopo StarCraft II: Legacy of the Void. Il cinematic Dominion ha mostrato toni grit di guerra terran contro uno sciame zerg in ripresa, senza gameplay pubblico.

Cosa non è (ancora) ufficiale

Non risulta un annuncio di StarCraft 3 RTS, né un giorno/mese preciso oltre alla primavera 2030. Non risultano piattaforme confermate dallo studio. Il fatto nuovo di questo aggiornamento è la conferma pubblica di una build giocabile interna e del passaggio alla produzione di contenuto, non un cambio di finestra di uscita.

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