Prime Video non andrà avanti con la seconda stagione di Spider-Noir, la serie Marvel con Nicolas Cage basata su Spider-Man Noir. La cancellazione arriva dopo una stagione che ha raccolto recensioni forti (circa 92% critici e 90% pubblico su Rotten Tomatoes) e 11 nomination Emmy — il massimo tra le serie Prime Video nel 2026 — ma non i numeri di permanenza che lo streamer voleva rispetto al costo di produzione.
Numeri buoni in partenza, poca tenuta
La serie è uscita il 25 maggio su MGM+ e il 27 maggio globalmente su Prime Video. Nella prima settimana USA ha chiuso intorno a 851 milioni di minuti visti (Nielsen), debuttando alta in classifica; nelle prime sei settimane ha totalizzato circa 2,6 miliardi di minuti.
Poi è uscita relativamente in fretta dalle Top 10 giornaliere della piattaforma, a differenza di altri titoli recenti più «appiccicosi». La produzione girava sia a colori sia in bianco e nero: un doppio lavoro di post che alza il costo. Per gli streamer il rinnovo resta un rapporto costo/performance, non un premio alle nomination.
Il deal Amazon–Sony non muore qui
Spider-Noir era il primo titolo arrivato in onda del multi-project deal tra Amazon MGM Studios e Sony Pictures Television sulle IP Marvel di Sony (Silk, altro spin-off, era già stato scartato in sviluppo). La cancellazione di Noir non chiude l’accordo: le due parti continuano a sviluppare altri progetti, con almeno uno vicino a un ordine di serie, concetto ancora riservato.
Per i fan Marvel/Sony il messaggio è misto: un esperimento strano e di qualità può avere una stagione completa (la storia della S1 è in gran parte chiusa), ma non garantisce il rinnovo se i costi restano da blockbuster e la retention cala.
Cosa resta da guardare
Cage interpreta Ben Reilly, investigatore privato nella New York anni Trenta costretto a fare i conti con un passato da unico supereroe della città. Nel cast, tra gli altri, Lamorne Morris, Li Jun Li e Brendan Gleeson; tra i producer esecutivi anche Phil Lord, Christopher Miller e Amy Pascal, già legati a Spider-Verse.
Se non hai ancora visto la stagione, ha senso recuperarla ora: non arriverà un cliffhanger da «aspettate la 2». Per l’industria del gaming-to-TV è un altro caso in cui IP fortissima + star + critiche non bastano se lo streamer non vede sostenibilità sul lungo periodo.

