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PS6 senza data: il CEO di Sony Totoki parla di sopravvivenza e IP come "volano"
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PS6 senza data: il CEO di Sony Totoki parla di sopravvivenza e IP come "volano"

In un'intervista al Wall Street Journal, il CEO di Sony Hiroki Totoki conferma che la data di lancio di PS6 non è ancora fissata, cita i costi della memoria come ostacolo e delinea una Sony sempre più centrata sull'intrattenimento.

MarcostoxMarcostox19 agosto 2026 3 minuti di lettura

Sony non sa ancora quando lancerà la PlayStation 6. Lo ha ribadito il CEO Hiroki Totoki in un'intervista al Wall Street Journal pubblicata il 14 agosto, dove ha parlato di carenza globale di chip di memoria, guerre commerciali e di un'azienda che deve «cambiare per sopravvivere». È la seconda volta nel 2026 che Totoki dichiara pubblicamente che la data e il prezzo di PS6 non sono stati ancora decisi.

La crisi della memoria blocca il calendario

Totoki ha spiegato che i prezzi della memoria rimangono elevati e che la carenza di componenti persiste almeno fino al 2027. Questo rende impossibile fissare un prezzo di lancio competitivo senza trasferire i costi sul consumatore, con un impatto negativo sull'adozione della console. Già a maggio, durante la presentazione dei risultati aziendali, aveva detto: «Non abbiamo ancora deciso né i tempi né il prezzo del nuovo hardware. Vogliamo osservare la situazione prima di procedere».

Diversi analisti avevano ipotizzato un lancio nel 2027 o nel 2028, ma le parole di Totoki spostano l'orizzonte in avanti. Sony ha la fornitura di memoria garantita solo fino a fine marzo 2027; tutto quello che viene dopo ricade nella finestra che il CEO stesso ha descritto come ad alto rischio di scarsità e prezzi elevati.

IP come volano: da God of War alle serie anime

L'intervista al WSJ non riguardava solo l'hardware. Totoki ha delineato la traiettoria strategica di Sony come azienda: meno produzione di televisori e gadget consumer, più contenuto di intrattenimento. Franchise come God of War e The Last of Us vengono descritti come «volani» (flywheel) capaci di alimentare film, serie TV e — novità — adattamenti anime.

La logica è che l'IP PlayStation diventi un asset cross-media, generando valore indipendentemente da quante console vengono vendute. Questo spiega anche la decisione di cessare la produzione di Blu-ray disc nel 2028 e di orientare la prossima console verso il digitale, una scelta impopolare tra i giocatori ma coerente con la visione di Totoki.

Perché conta per il giocatore italiano

La PS5 ha 125 milioni di utenti attivi mensili nel mondo e Sony non sente l'urgenza di accelerare il ciclo hardware. Per chi gioca su PS5 in Italia, la notizia ha un risvolto pratico: la generazione attuale rimarrà il centro del supporto first-party Sony più a lungo del previsto, probabilmente almeno fino al 2028 o oltre. Il periodo di transizione tra PS5 e PS6 sarà uno dei più lunghi nella storia di PlayStation.

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