In Italia torna il tema dell'età minima digitale. I deputati di Italia Viva hanno presentato un'interrogazione al ministro Adolfo Urso su social network, gaming e gioco d'azzardo tra i minori, citando l'indagine ISS «Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0»: circa 280.000 ragazzi tra gli 11 e i 13 anni avrebbero almeno un comportamento a rischio. Urso, dal canto suo, ha smentito un congelamento del provvedimento e ha detto che il Governo aspetta le iniziative regolatorie europee per evitare norme nazionali facili da aggirare.
Cosa chiedono i parlamentari
L'interrogazione 3-02843, firmatari tra gli altri Marianna Madia, Maria Elena Boschi e Roberto Giachetti, chiede se il Governo intenda introdurre un'età minima di accesso ai social e con quali tempi. Il testo richiama proposte già depositate che puntano al divieto di account sotto i 15 anni, salvo verifica dell'età da parte delle piattaforme.
Il perimetro non è solo Instagram o TikTok: nel dossier entrano esplicitamente uso problematico del gaming e del gioco d'azzardo, quindi il tema tocca anche store, chat di gioco e monetizzazione verso minori.
La risposta di Urso: niente stop, ma attesa UE
In Question Time il ministro ha detto che non c'è rallentamento dell'iter e che il testo parlamentare è seguito con attenzione. Il nodo indicato è Bruxelles: dopo l'estate la Commissione dovrebbe presentare un'iniziativa sulla sicurezza dei minori online, e l'Italia vuole allinearsi per non ritrovarsi con una legge fragile.
Il messaggio politico è bilanciato: da un lato rassicurazione alle famiglie, dall'altro rinvio operativo. Francia e Australia hanno già mosso limiti anagrafici più duri; l'Italia resta in una fase di confronto tra DDL nazionali e quadro UE.
Perché interessa chi gioca
Un'età minima digitale, se arrivasse davvero, non spegnerebbe i videogiochi: impatterebbe account store, social overlay, voice chat e sistemi di spesa dei minori. Per publisher e piattaforme significherebbe più age-gate e più responsabilità di verifica.
Oggi non c'è ancora una legge approvata con data di entrata in vigore. C'è un braccio di ferro politico su tempi e metodo: norma italiana subito oppure attesa del pacchetto europeo. Per le famiglie resta il dato ISS; per l'industria resta l'incertezza regolatoria.

