MediaTek ha presentato martedì 15 settembre il Dimensity 9600 Pro, il suo primo processore per smartphone costruito sul processo a 2 nanometri di TSMC. Il SoC è pensato per far girare sull'apparecchio assistenti e modelli generativi più pesanti, con una coppia di NPU che secondo il produttore sostiene modelli fino a 30 miliardi di parametri. Per chi comprerà un flagship Android nei prossimi mesi, il salto dichiarato non è solo da laboratorio: meno consumo in multithread, intelligenza artificiale sempre accesa più efficiente e i primi telefoni attesi entro il trimestre. Accanto al Pro arriva anche il Dimensity 9600M, sul processo a 3 nanometri, per allargare la stessa generazione a una fascia più ampia.
JC Hsu, senior vice president e general manager della Wireless Communications Business Unit, ha detto che l'intelligenza artificiale è ormai al centro dell'esperienza smartphone e che i dispositivi hanno bisogno di più prestazioni, efficienza e intelligenza. Il 9600 Pro, ha spiegato, risponde con un'architettura Native AI e un doppio miglioramento di prestazioni e consumi, per esperienze di AI agentica sull'apparecchio.
CPU tutta big core e memoria più veloce
Il Dimensity 9600 Pro adotta un progetto a otto core tutti grandi, in schema 2+3+3: due core C2-Ultra fino a 4,55 GHz, tre C2-Pro a 4,35 GHz e tre C2-Pro a 3,1 GHz. MediaTek dichiara fino al 17% in più di prestazioni single-core e fino al 15% in più in multi-core rispetto alla generazione precedente, con un calo del 61% nel consumo multi-core. La cache complessiva (L2, L3 e SLC) arriva a 34,5 MB e, per la prima volta nella linea Dimensity, il chip supporta memoria LPDDR6 e storage UFS 5.0.
Un motore di scheduling aggiornato coordina hardware e software per assegnare calcolo, alimentazione e memoria, con l'obiettivo di tenere più applicazioni in background senza far crollare l'autonomia. I numeri arrivano da test interni su dispositivi demo: restano da verificare sui telefoni di produzione, quando i produttori chiuderanno i propri profili termici.
Due NPU per l'AI sull'apparecchio
Il cuore del pitch è la coppia di NPU. La Super Efficient NPU di seconda generazione riduce del 40% il consumo dell'AI sempre accesa, quella che ascolta il contesto e propone azioni senza svegliare tutto il SoC. La NPU 1090, più potente, promette il 51% in più di prestazioni di prefill sui modelli linguistici e il 55% in più di token generati per watt. MediaTek parla di modelli on-device fino a 30 miliardi di parametri, in particolare Mixture of Experts, e di un motore generativo 3.0 con capacità INT4 raddoppiata e Hybrid Attention.
In pratica, il produttore vuole che analisi dei dati locali, assistenza proattiva e risposte personalizzate restino sul telefono, con un'enfasi sulla sicurezza a livello di sistema. Non è una garanzia di privacy da sola: dipenderà da come Xiaomi, Oppo, Vivo e gli altri partner esporranno i controlli all'utente. Resta però il segnale di mercato: l'AI agentica si sposta dal cloud al silicio del flagship, e il 2 nanometri è il modo di MediaTek per tenerla accesa senza svuotare la batteria.
Gioco, foto e i primi telefoni
La GPU G2-Ultra NX dichiara il 27% in più di prestazioni di picco, il 24% in meno di consumo a quella soglia e il 18% in più sul ray tracing, con gioco fino a 185 fps. L'ISP Imagiq 1290 lavora insieme alla NPU: cattura movimento a 60 fps, slow motion nativo in 4K a 240 fps (novità sulla piattaforma Dimensity), 4K60 AI True Color Tone, log cinematografico 4K120 e imaging a 17 EV.
Il Dimensity 9600M eredita motore AI, scheduling e HyperEngine, ma è posizionato per portare esperienze da flagship a più utenti: secondo MediaTek userà lo stesso Agentic AI Engine e giocherà fino a 185 fps, con NPU e ISP pensati per percezione sempre accesa e tracking in tempo reale. I primi smartphone con 9600 Pro e 9600M sono attesi entro il trimestre. Per il lettore italiano il dato utile è questo: il prossimo ciclo di top Android MediaTek arriverà con AI più pesante sul dispositivo, non solo con un numero di nanometri da comunicato.

