AMD ha giocato d'anticipo. Il 5 ottobre la casa di Santa Clara ha diffuso una serie di benchmark di intelligenza artificiale locale dedicati al Ryzen AI Max+ Pro 495, il chip di punta della famiglia nota con il nome in codice Gorgon Halo. Il processore unisce 16 core Zen 5, la grafica integrata Radeon 8065S e fino a 192 GB di memoria LPDDR5x unificata, condivisa tra CPU e GPU. Nella stessa presentazione AMD ha dichiarato di aver spedito oltre mezzo milione di «PC agentici», cioè macchine pensate per far girare in locale modelli e agenti AI. Il tempismo non è casuale: per il 7 ottobre è atteso il debutto delle prime macchine con Nvidia RTX Spark, legato a un evento Microsoft.
Cosa c'è dentro Gorgon Halo
Sulla scheda ufficiale il Ryzen AI Max+ Pro 495 arriva a 5,2 GHz in boost, con 3,1 GHz di frequenza base, 32 thread, 64 MB di cache L3 e un TDP predefinito di 55 W, configurabile tra 45 e 120 W. La Radeon 8065S conta 40 unità di calcolo a 3 GHz, mentre il bus di memoria a 256 bit lavora con LPDDR5x fino a 8533 MT/s. È prodotto a 4 nm da TSMC ed è indicato sia per portatili sia per desktop compatti, con supporto a Windows 11, Ubuntu e RHEL.
Va detto con chiarezza che non si tratta di un'architettura nuova. Gorgon Halo è un aggiornamento di Strix Halo, la generazione che conteneva il Ryzen AI Max+ 395: core e microarchitetture restano gli stessi, e le differenze principali sono il salto della memoria massima da 128 a 192 GB e circa 100 MHz in più di boost sul modello 495.
I numeri mostrati da AMD
Nei test generativi su ComfyUI, AMD ha confrontato la configurazione da 192 GB con un sistema Intel Core Ultra X9 388H da 64 GB, rivendicando vantaggi che vanno da 1,1 a 32,2 volte; il valore più alto, però, è un caso isolato e difficile da verificare. Sui modelli linguistici l'azienda parla di picchi di 20 token al secondo con GLM 5.3 Flash da 320 miliardi di parametri e di 42 token al secondo con Qwen 3.8 Flash Next, entrambi in quantizzazione a 4 bit. Sono valori «fino a»: con contesti lunghi le prestazioni calano, e nessuno dei grafici mette il chip direttamente contro RTX Spark.
Perché la memoria è il terreno di scontro
Il confronto con Nvidia, finora, si gioca soprattutto sulla capacità. Le macchine RTX Spark dovrebbero fermarsi a 128 GB di memoria unificata, come il chip GB10 del DGX Spark, mentre AMD sale a 192 GB. Più memoria significa poter caricare modelli più grandi senza appoggiarsi al cloud, ma non significa farli girare più velocemente: nei test indipendenti già pubblicati sulla generazione precedente, il Ryzen AI Max+ 395 restava dietro al DGX Spark sia nel tempo al primo token sia nei token al secondo. L'altro argomento di AMD è l'architettura x86, che evita i livelli di traduzione richiesti dai software Windows su chip Arm come quello di Nvidia.
Prezzi e disponibilità
I primi sistemi Gorgon Halo sono già in vendita, ma per ora restano prodotti da workstation: le configurazioni più spinte, come il mini PC Minisforum MS-S1 Max-P495 da 192 GB, superano i 7.000 dollari. Per il giocatore medio non è quindi un acquisto da valutare oggi; è però il segnale di dove stanno andando i PC di fascia alta, con memoria condivisa sempre più grande e grafica integrata sempre più potente. Il vero metro di giudizio arriverà con le prove indipendenti e con i listini europei di entrambe le piattaforme.

